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Uno sguardo da vicino per capirne di più.

La sindrome di Tourette è un disturbo neurologico, ancora poco noto, che si presenta nella maggior parte dei casi nell’infanzia e che potrebbe scomparire durante il corso dell’adolescenza. Purtroppo, non è sempre così.


Ma di cosa si tratta?
Questa sindrome prende il nome dal neurologo francese Gilles de la Tourette, che per la prima volta nel 1800 s’interessò alla patologia, approfondendola con studi e ricerche.
La sindrome di Tourette, nello specifico, si manifesta con “tic”o “scatti” involontari (e, di conseguenza, non controllabili) più o meno frequenti; quindi, a seconda della frequenza, la Tourette può essere valutata in maniera più o meno grave.
Gli scatti involontari si caratterizzano per numero, frequenza e per intensità, possono aumentare e diminuire nel corso del tempo in maniera del tutto casuale e, soprattutto, variano da persona a persona.


Oltre ai suoi tratti distintivi, la Tourette può portare consequenzialmente altri disturbi come iperattività, deficit dell’attenzione o in alcuni casi anche disturbi ossessivo-compulsivi. Si ipotizza che questo disturbo possa essere generato da una molteplicità di cause: fattori ambientali e genetici, traumi al momento della nascita o fattori ereditari. Tuttavia, come spesso accade per le patologie di questo genere, non esistono pareri universalmente accettati; l’unico elemento certo è che la zona interessata del cervello è la corteccia frontale, dedita alle azioni motorie.


La sindrome di Tourette è un disturbo relativamente “giovane”: anche se è stato scoperto nell’800, è stato inserito nel DSM V (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) solo nella seconda metà del secolo scorso. E’ chiaro che, nei casi più gravi, la Tourette possa invalidare in toto la vita quotidiana di chi ne soffre.
Una domanda sorge quindi spontanea: come si convive con questa sindrome? E soprattutto, è possibile condurre una vita apparentemente normale? Per darvi una risposta, abbiamo incontrato il nostro socio Antonio Laudadio, un ragazzo di  26 anni affetto da tale sindrome, lieto di condividere ogni informazione a riguardo.