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Il punto sulla situazione!

Il Governo ha emanato con il D.P.C.M. dell’11 marzo ulteriori misure restrittive su tutto il territorio nazionale per contrastare l’emergenza coronavirus.

Un provvedimento che ha validità dal 12 al 25 marzo. Tra le misure previste sono sospese le attività di bar, pub, ristoranti. Chiusura dei parrucchieri e centri estetici. Restano aperti alimentari, benzinai, edicole e tabacchi oltre a farmacie e parafarmacie, ottici ed altri servizi commerciali per generi di prima necessità come quelli per la cura degli animali. Le industrie restano aperte ma con “misure di sicurezza”, cioè purchè garantiscano iniziative per evitare il contagio. Chiusi invece i reparti aziendali “non indispensabili” per la produzione.

Il provvedimento limita gli spostamenti delle persone, blocca le manifestazioni sportive, sospende in tutto il Paese l’attività didattica nelle scuole e nelle università fino al 3 aprile.

Questo è il sunto del Decreto governativo emanato giorni fa. Un modo attraverso il quale il nostro Governo prova a rispondere a quella che è l’emergenza del COVID-19. Eppure sembra non bastare. Sembra non bastare l’iniziativa delle Istituzioni, sembra non bastare l’invito rivolto a tutti i cittadini da personaggi famosi attraverso l’hashtag #restiamoacasa.

Il momento che stiamo vivendo, fa pensare. Attraversiamo una fase in cui il cambiamento climatico è arrivato a livelli preoccupanti; una fase in cui la Cina e gli altri Paesi, a seguire, sono costretti al blocco; una fase dove l’economia collassa ma scende l’inquinamento. L’aria migliora, si respira ma con la mascherina. Attraversiamo un momento storico in cui certe ideologie e politiche discriminatorie, con forti richiami al passato, si stanno riattivando in tutto il mondo. Proprio in questo momento, arriva un virus che ci fa capire come, in un attimo, possiamo diventare noi i discriminati, i segregati, quelli bloccati alla frontiera, quelli che portano le malattie. Anche se non ne abbiamo colpa.

Viviamo in una società basata sulla produttività e sul consumo, dove tutti corrono dalla mattia alla sera, dove si esce, si consumano pranzi, aperitivi, cene. Arriva lo stop. Costretti a stare a casa, giorni e giorni. Fermi.

Solo adesso ci rendiamo conto di cosa il virus ci abbia privato. In primis la vicinanza, quella reale, non quella virtuale. Attraverso dei comportamenti irresponsabili, abbiamo costretto il Governo a privarci di ciò che davvero importa. Che nessuno si tocchi, si baci, si abbracci, cose che prima si davano per scontate.

Allora smettiamola di agire come dei completi egoisti. Iniziamo a capire che dai nostri comportamenti dipendono le sorti di tutta la comunità e che soltanto insieme potremmo uscirne vittoriosi. Sta a noi. Le leggi, i regolamenti per prevenire ci sono. Applichiamoli. Rispettiamoli e andrà davvero tutto bene! L’Italia ancora una volta ne uscirà a testa alta e sarà soltanto un’altra pagina della nostra incredibile Storia.

“Siamo Tutti schiavi della legge, affinchè possiamo essere liberi”

Marco Tullio Cicerone